Ormai preferisco giocare il calcio con le mie gambe che da molte più soddisfazioni.
I motivi di tutto ciò sono tanti, dagli stipendi di ventenni viziati che danno due calci ad un pallone o alle corruzioni per accaparrarsi una coppa o uno scudetto.
Ma la cosa che mi colpisce di più sono gli scontri tra tifosi, senza parlare delle risse in campo tra giocatori.

Sembra quasi che andare allo stadio sia un buon metodo per sfogarsi, per scaricare la tensione dopo una settimana di soprusi, un modo per evadere dalla routine e sentirsi forti.
Poliziotti in assetto antisommossa, manganelli e pistole, e tifosi col volto coperto, fumogeni e coltelli.
Non importa da che parte stai del fronte, e non importa neanche se è il tifoso ha iniziare il duello o lo sbirro, devi stare attento se non vuoi ritrovarti all'ospedale o all'obitorio.
Se passi all'autogrill meglio mettersi il giubbotto antiproiettile e l'elmetto, e se sei allo stadio per fermare gli scontri meglio nascondersi nei bagni.
Ti ricordi di Sandri (gabbo) e Raciti?
Mentre uno viene accoltellato un'altro rimane ferito da un colpo di pistola, mentre una camionetta della polizia viene data alle fiamme un muro di scudi carica una folla inferocita, la lista di morti o feriti sembra quasi non aver fine, e sicuramente una fine mai ci sarà, purtroppo....
Mi dispiace tanto per quei tifosi che vanno allo stadio solo per seguire un incontro di calcio e supportare la loro squadra con cori e applausi, gli stessi che si trovano in mezzo ad una guerra e vengono etichettati, senza far niente di male, come ultras violenti e senza pietà.
Tutto per colpa di persone idiote e senza cervello che non hanno niente di meglio da fare se non picchiarsi a vicenda.
E alla fine di tutto ciò mi chiedo: in questo mare di sporcizia cosa ne resta del calcio?