Oggi ho capito veramente di essere un complottista, ovvero uno dei tanti malati mentali che al posto di credere ciecamente alle notizie che raccontano i media preferisce usare il proprio cervello....
In ogni storia ci sono più versioni, tocca a te cercarle, confrontarle e giudicarle, e alla fine sei tu a decidere chi sono i cattivi e i buoni.
alcuni esempi molto semplici sulla tragedia dell'11 settembre:
Tu credi che la fotografia del passaporto di un terrorista possa sopravvivere al calore – circa 2.000° centigradi – generato dalla palla di fuoco che tutti abbiamo visto al momento dell’impatto degli aerei nelle Torri Gemelle, e che venga poi ritrovata a 4 isolati di distanza dalle Torri stesse?
Tu credi che il blocco superiore di un grattacielo, crollando sulla restante struttura sana, continui a cadere in verticale, su se stesso, distruggendo l'edificio fino alla pianta, comprese tutte le colonne portanti (percorso di massima resistenza)?
O invece il blocco superiore, dopo aver colpito e danneggiato la parte più alta della struttura sana, cade verso l'esterno, su di un lato (il percorso di minor resistenza)?
In altre parole, se un vaso di fiori cade in testa ad una persona, questo vaso continua poi a distruggere tutto il suo corpo, vertebra dopo vertebra, finchè rimangono solo le scarpe con dentro i piedi, oppure gli spezza magari un paio di vertebre del collo, e poi il vaso casca da un lato?
Tu credi che un pilota che non ha mai guidato un jet nella sua vita, e che sia riuscito a giungere in vista del Pentagono con il Boeing dirottato, invece di puntare dritto sui tetti dell’edificio, decida di fare una virata di 330 gradi (perdendo così nuovamente di vista il bersaglio), per poi rischiare un approccio rasoterra ad altissima velocità, con guida manuale, definito “praticamente impossibile” da dozzine di piloti professionisti ed esperti aeronautici?
Tu credi che un intero Boeing 757 (UA93) possa scomparire praticamente per intero in una buca (a Shanksville), larga circa la metà della sua apertura alare, e profonda un paio di metri al massimo?
Io non ci credo... e sono quindi un complottista!
"Forse è che viaggio lontano, ma ho la follia di raccontare chi sono e dov'è che andiamo."
lunedì 20 settembre 2010
lunedì 13 settembre 2010
L'alchimia del'informazione
Non c’è tanto interesse nel tenere nascosta la verità, che importa se esce allo scoperto, contano solo le dichiarazioni televisive… saranno sempre più vere della verità stessa dei fatti. Lo abbiamo visto con le recenti dichiarazioni di Obama, lo abbiamo visto con i rifiuti di Napoli o col terremoto in Abruzzo.
Cosa non hanno detto sull’Iraq? Che 50 mila militari armati resteranno là, assieme a 72 mila contractor privati della difesa, più altri arruolati dal Ministero degli Esteri americano o direttamente dal governo iracheno.
Con la televisione è possibile fare false dichiarazioni e non preoccuparsi se le promesse saranno mantenute o meno, perché la verità raccontata al di fuori dei media ufficiali apparirà priva di consistenza. A restare impresse nella nostra mente sono le parole di Berlusconi dopo il terremoto in Abruzzo, le sue promesse, le sue parole.
Ciò di cui non si parla in televisione è percepito dalla collettività come irreale, ipotetico, quasi una leggenda. Ciò che leggiamo sul Corriere lo dice il Corriere, ciò che leggiamo su un libro lo dice l’autore, ma ciò che vediamo in televisione sembra la suprema verità. Ma non ce ne rendiamo conto e per questo ne siamo vittime. Si arriva al punto di pensare che qualcosa non può essere vero se non se ne parla mai sul grande schermo. Una notizia incredibile letta su un giornale resta un’ipotesi, ma appena arriva in televisione diventa vera.
Pensiamo di essere noi a scegliere ed è per questo che lo schermo diventa un grande strumento di controllo sociale. Crediamo di pensare con la nostra testa, ma quante volte siamo stati influenzati a comprare qualcosa solo perché abbiamo già sentito nominare la marca? E magari qualche slogan ci è rimasto impresso.
Molti fatti continuano ad esistere perché se ne parla per anni, altri fatti invece scompaiono dalla nostra mente per sempre. Molti avvenimenti non ci vengono proprio mai raccontati. Chi sapeva delle nove interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche? Dei riscontri sperimentali sull’omeopatia del nobel Luc Montagnier? Dei pericolosi vaccini per lo stress? Delle mini bombe nucleari?
Tutte cose di cui non sentiremo mai parlare.
Dal blog Altraconsapevolezza
Cosa non hanno detto sull’Iraq? Che 50 mila militari armati resteranno là, assieme a 72 mila contractor privati della difesa, più altri arruolati dal Ministero degli Esteri americano o direttamente dal governo iracheno.
Con la televisione è possibile fare false dichiarazioni e non preoccuparsi se le promesse saranno mantenute o meno, perché la verità raccontata al di fuori dei media ufficiali apparirà priva di consistenza. A restare impresse nella nostra mente sono le parole di Berlusconi dopo il terremoto in Abruzzo, le sue promesse, le sue parole.
Ciò di cui non si parla in televisione è percepito dalla collettività come irreale, ipotetico, quasi una leggenda. Ciò che leggiamo sul Corriere lo dice il Corriere, ciò che leggiamo su un libro lo dice l’autore, ma ciò che vediamo in televisione sembra la suprema verità. Ma non ce ne rendiamo conto e per questo ne siamo vittime. Si arriva al punto di pensare che qualcosa non può essere vero se non se ne parla mai sul grande schermo. Una notizia incredibile letta su un giornale resta un’ipotesi, ma appena arriva in televisione diventa vera.
Pensiamo di essere noi a scegliere ed è per questo che lo schermo diventa un grande strumento di controllo sociale. Crediamo di pensare con la nostra testa, ma quante volte siamo stati influenzati a comprare qualcosa solo perché abbiamo già sentito nominare la marca? E magari qualche slogan ci è rimasto impresso.
Molti fatti continuano ad esistere perché se ne parla per anni, altri fatti invece scompaiono dalla nostra mente per sempre. Molti avvenimenti non ci vengono proprio mai raccontati. Chi sapeva delle nove interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche? Dei riscontri sperimentali sull’omeopatia del nobel Luc Montagnier? Dei pericolosi vaccini per lo stress? Delle mini bombe nucleari?
Tutte cose di cui non sentiremo mai parlare.
Dal blog Altraconsapevolezza
mercoledì 14 luglio 2010
La strage di Falluja e la gemma del sud
Ieri sera stavo cercando su YouTube dei video sulla battaglia per il controllo della città di Falluja (Iraq) durante la seconda guerra del golfo, ho trovato un'interessante documentario, questo sopra, che racconta bene di quale sia il metodo migliore per esportare la democrazia e testare nuove armi chimiche sulla popolazione, militare o civile non ha importanza. Per fortuna che le armi di distruzione di massa ce le avevano gli iracheni...
In questo documentario composto da tre parti potete vedere gli effetti del fosforo bianco (praticamente il nuovo napalm) usato dagli americani per bombardare la città irachena, vi consiglio di vederlo e di leggere questo articolo sugli effetti di quest'arma che, unita all'uranio impoverito, si riperquotono ancora oggi sulla popolazione di Falluja; sempre che riusciate a farcela e non vi venga il vomito per lo schifo che ci circonda.
Appena finita la prima parte al posto di cliccare sulla seconda sono andato per caso sulla homepage di YouTube e mi sono ritrovato di fronte ad un video di una che si fa chiamare gemma del sud, ho cliccato per vedere che cosa fosse e ho trovato questa ragazza (?) che cantava (?) in maniera orrenda una canzone senza sapere neanche una parola del testo in inglese...
Ora vi chiedere: "ma cosa mi interessa di quello che vai a vedere su youtube e cosa vuoi dire?".
La questione è molto semplice:
mentre il primo video sulla strage di Falluja, pubblicato il 18 agosto 2007, ha registrato fino ad ora circa 8100 visualizzazzioni, il secondo della gemma (?) ha avuto circa 82000 visualizzazioni in soli 10 giorni!
Capite cosa voglio dire?
Un documentario vero e crudo sulle atrocità che si commettono in nome della democrazia (?) pubblicato 3 anni fà viene visto da poche persone, mentre una che canta (?) senza sapere neanche dov'è registra tantissime visualizzazioni in pochi giorni...
Capite quanto siamo male?

martedì 13 luglio 2010
Un grande uomo
"Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere"
"Non è la letteratura né il vasto sapere che fa l'uomo, ma la sua educazione alla vita reale. Che importanza avrebbe che noi fossimo arche di scienza, se poi non sapessimo vivere in fraternità con il nostro prossimo?"

Ogni volta che penso a Gandhi mi sembra quasi impossibile che le sue vicende siano vere!
Ma provate ad immaginare Gandhi: lo hanno torturato, picchiato, arrestato, umiliato in tutti i modi possibili e non solo lui, tutto il suo popolo; e come ha reagito?
Ha preso un coltello e si è messo a vendicare tutti i torti subiti uccidendo inglesi? No, non ha sollevato neanche un'arma, e in maniera non violenta tramite scioperi, manifestazioni e marce ha disobbedito a tutto quello che gli ordinavano gli inglesi!
Quest'ultimi si chiedevano: "Ma perché non reagisce e ci dà un pretesto per farlo vedere come un criminale e sbatterlo in galera per sempre? Dove vuole arrivare questo demente?".
E più veniva umiliato e più diventava forte ed inarrestabile dando l'esempio, la speranza e il coraggio al suo popolo di seguirlo in questa lotta.
Non sono riusciti a distruggere questa persona che rispondeva con l'amore all'odio e che è riuscita a cacciare via un'impero dalla sua terra senza sparare un colpo di fucile!
Un'uomo che aveva tanta speranza nel genere umano.
Sembra incredibile ma è andata proprio così!
"La nonviolenza, nella sua condizione dinamica, significa sofferenza consapevole. Non consiste in una docile sottomissione alla volontà del malvagio, ma nel contrapporre la propria anima alla volontà del tiranno."
"La disobbedienza, per essere civile, deve essere sincera, rispettosa, mai provocatoria, deve basarsi su qualche principio assimilato con chiarezza, non deve essere capricciosa e, soprattutto, non deve procedere da alcuna malevolenza od odio."
"Non è la letteratura né il vasto sapere che fa l'uomo, ma la sua educazione alla vita reale. Che importanza avrebbe che noi fossimo arche di scienza, se poi non sapessimo vivere in fraternità con il nostro prossimo?"

Ogni volta che penso a Gandhi mi sembra quasi impossibile che le sue vicende siano vere!
Ma provate ad immaginare Gandhi: lo hanno torturato, picchiato, arrestato, umiliato in tutti i modi possibili e non solo lui, tutto il suo popolo; e come ha reagito?
Ha preso un coltello e si è messo a vendicare tutti i torti subiti uccidendo inglesi? No, non ha sollevato neanche un'arma, e in maniera non violenta tramite scioperi, manifestazioni e marce ha disobbedito a tutto quello che gli ordinavano gli inglesi!
Quest'ultimi si chiedevano: "Ma perché non reagisce e ci dà un pretesto per farlo vedere come un criminale e sbatterlo in galera per sempre? Dove vuole arrivare questo demente?".
E più veniva umiliato e più diventava forte ed inarrestabile dando l'esempio, la speranza e il coraggio al suo popolo di seguirlo in questa lotta.
Non sono riusciti a distruggere questa persona che rispondeva con l'amore all'odio e che è riuscita a cacciare via un'impero dalla sua terra senza sparare un colpo di fucile!
Un'uomo che aveva tanta speranza nel genere umano.
Sembra incredibile ma è andata proprio così!
"La nonviolenza, nella sua condizione dinamica, significa sofferenza consapevole. Non consiste in una docile sottomissione alla volontà del malvagio, ma nel contrapporre la propria anima alla volontà del tiranno."
"La disobbedienza, per essere civile, deve essere sincera, rispettosa, mai provocatoria, deve basarsi su qualche principio assimilato con chiarezza, non deve essere capricciosa e, soprattutto, non deve procedere da alcuna malevolenza od odio."
giovedì 1 luglio 2010
Zeitgeist, the movie
Zeitgeist, the Movie è un web film no profit del 2007, diretto, prodotto e distribuito da Peter Joseph; è uscito in lingua inglese sottotitolato in diverse lingue, tra cui l'italiano.
È un documentario diviso in tre parti, apparentemente distinte ma rivolte verso un unico messaggio..... (continua a leggere)
Secondo me l’intento di chi ha creato questo documentario non è quello di far credere alle persone che tutti gli argomenti che tratta siano veri ed inconfutabili, ma è quello di far aprire le menti di coloro che lo guardano.
Vuole fare riflettere la gente, far capire che non tutto quello che ci dicono i giornali, la televisione, i politici o i preti sia vero, ed è per questo che bisognerebbe documentarsi e confrontare le diverse versioni per avere un pensiero proprio su un determinato fatto senza lasciarsi influenzare da nessuno, anche se è una cosa veramente difficile in questi ultimi tempi....
martedì 22 giugno 2010
Nucleare si o no?

Sembra proprio che il ritorno al nucleare tanto sognato dal governo italiano sia stato stroncato prima di nascere dalla corte costituzionale per incostituzionalità del quarto articolo della legge sul nucleare numero 102 del 3 agosto 2009, reputando incompatibile l'urgenza della costruzione delle centrali nucleari con il ricorso a capitali privati.
Il quarto articolo del decreto legge sul nucleare diceva in sintesi che la costruzione delle centrali nucleari era faccenda urgente e indispensabile; che sarebbe stata realizzata con capitali privati, o prevalentemente privati; che il Governo avrebbe potuto istituire commissari straordinari con poteri esclusivi e totali a proposito dell'ubicazione delle centrali.
Io non sono favorevole al nucleare forse perché nella regione in cui sono nato, il Piemonte, ci sono tante persone malate di leucemia, soprattutto quelle che abitano nelle valli vicine alla Francia, non è dimostrato che si siano ammalate per la vicinanza delle centrali nucleari francesi, ma si può immaginare...
Sarò scettico ma.....
Nel paese dei condoni edilizi, dove si costruisce in ogni dove e con qualsiasi materiale, che sicurezze ci sono per noi cittadini?
Nel paese dove ci sono problemi per costruire un'inceneritore e fare un po di raccolta differenziata, dove dovremmo mettere tutte le scorie nucleari?
martedì 15 giugno 2010
Ernst Nolte sul razzismo di Hitler

“Nel 1932 in due occasioni Hitler aveva fatto capire in termini ancora più inequivocabili di quelli usati dopo la presa del potere che la sua ideologia era condizionata in prima istanza in senso negativo dal contrasto con l’Unione Sovietica e con il comunismo.
Nel suo discorso davanti agli industriali di Düsseldorf del 27 gennaio 1932 egli era partito dal dominio effettivo della razza bianca sul mondo e lo aveva ricondotto alla superiorità ereditaria, che era quindi un diritto, ma un diritto minacciato. Infatti contro di esso, diceva, si era levata una concezione del mondo (Weltanschauung) che aveva già conquistato uno Stato e che in futuro avrebbe fatto crollare tutto il mondo se non fosse stata annientata in tempo debito: « Se questo movimento continua a svilupparsi, fra trecento anni non si vedrà in Lenin soltanto un rivoluzionario del 1917 ma il fondatore di una nuova dottrina universale con una venerazione pari a quella di Budda».
Hitler evidentemente non affrontava con disprezzo un «fenomeno così gigantesco » e polemizzava espressamente con gli imprenditori che non ritenevano possibile un’ampia industrializzazione della Russia. Piuttosto in questo caso egli intendeva senza dubbio se stesso come l’anti-Lenin, come l’unico uomo in grado di bloccare questo sviluppo, quindi in termini fondamentalmente identici a quelli di Trockij che lo aveva chiamato il « super-Vrangel della borghesia mondiale». Ai suoi occhi, però, la rovina dell’umanità e la decadenza era quello che agli occhi di Trockij era progresso ed emancipazione, poiché l’industrializzazione della Russia e la presumibile diffusione del bolscevismo in Asia si potevano fondare solo sull’utilizzazione delle risorse occidentali e sullo spietato abbassamento del tenore di vita delle masse russe oppure asiatiche.
Hitler, tuttavia, non attribuiva al mondo occidentale il merito di aver migliorato le condizioni di vita degli asiatici e degli altri popoli e non temeva di dichiararsi oggettivamente il propugnatore dell’egoismo occidentale che secondo lui non rappresentava altro che il dominio dell’umanità superiore e colta, dettato da una legge di natura, su quella inferiore e barbarica. Sia che si tratti in questo caso della confessione, fino ad allora inconcepibile, del più reazionario degli imperialismi, sia che si tratti dell’esagerazione di un’intuizione fondamentalmente giusta, in ogni caso un uomo non può proporsi nulla di più ambizioso che svolgere un ruolo decisivo al servizio di una causa nel vasto processo della storia mondiale e quindi ogni concezione che vuol vedere in Hitler solo un nazionalista tedesco è evidentemente insufficiente. Un semplice nazionalista non si sarebbe mai espresso come fece Hitler nel dicembre del 1932 davanti al colonnello von Reichenau: egli sostenne che la diplomazia sovietica era incapace di negoziare e concludere trattati poiché i trattati potevano venir conclusi solo fra contraenti che fossero sullo stesso piano nella loro concezione del mondo...
E se Stalin quando presentò il suo ambizioso bilancio davanti al congresso non aveva probabilmente sotto gli occhi il discorso di Hitler del 27 gennaio 1932, si confrontò tuttavia direttamente con esso quando discusse la teoria delle razze superiori e di quelle inferiori.
Egli disse: « È noto che l’antica Roma considerava gli antenati dei tedeschi e dei francesi dei nostri giorni esattamente nello stesso modo in cui i rappresentanti della “razza superiore” considerano oggi le nazioni slave…Ma quale fu il risultato? Che i non romani, cioè tutti i “barbari”, si unirono contro il nemico comune e come una tempesta abbatterono Roma…Dov’è la garanzia che i politicanti letterati fascisti di Berlino debbano aver più fortuna dei vecchi e sperimentati conquistatori romani? Non è più giusto supporre il contrario? »".
Tratto da:
NAZIONALSOCIALISMO E BOLSCEVISMO. La guerra civile europea 1917-1945, Sansoni Editore, Firenze, 1988, pp. 172-173 e 177:
di Ernst Nolte (storico e filosofo tedesco)
preso dal blog di Andrea Carancini
La stessa guerra ai "barbari" e agli "inferiori" che avviene ai giorni nostri da parte degli Stati Uniti e di Istraele, ma anche dall'Italia e da altri paesi europei. Ed io mi ritrovo a domandarmi:
Quand'è che tutti questi "barbari" si incazzeranno veramente e ci distruggeranno per come li stiamo trattando?
martedì 18 maggio 2010
Pubblica resistenza contro il ddl intercettazioni
Dal blog di Alessandro Tauro:
Carissimi lettori, carissime lettrici,
il governo di questo paese e la sua maggioranza parlamentare sono oggi impegnati in una drammatica corsa contro il tempo per l'approvazione del disegno di legge noto come "ddl intercettazioni"; lo scopo, duplice, è quello di disintegrare le attività di indagine sulla criminalità da "alte sfere" e di inferire un colpo mortale all'inalienabile diritto di cronaca.
Con questo provvedimento non è in gioco solo la perseguibilità penale dei soliti noti, è in gioco la nostra libertà: una volta smantellato il diritto alla conoscenza, nulla impedirà di privare il popolo italiano di tutti gli altri.
E' pertanto necessario, ora più che mai, un sussulto di dignità civica. Per difendere il nostro fondamentale diritto alla libertà di parola e alla libertà di stampa e gli stessi elementari principi di legalità, è fondamentale dare il via ad una protesta dall'enorme portata, in grado di estendersi ad ogni angolo di questo paese.
Cominciamo con una forma dal significato profondo, una promessa solenne ed impegnativa, ma dall'estrema semplicità: chiunque sia titolare di un blog o di un sito di informazione pubblichi questo appello e il seguente comunicato indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri, in cui si esprime solennemente la nostra collettiva impossibilità a sostenere ed applicare le norme del disegno di legge.
Creiamo un fiume interminabile di comunicati di protesta in tutta la rete, un mare di adesioni al gruppo ufficiale su Facebook, impegniamoci anima e corpo affinché questo atto reale di indignazione varchi ogni limite immaginabile.
Alziamoci in piedi e dimostriamo che la ricerca della giustizia, le fondamenta della legalità democratica e repubblicana e la libertà di parola e di stampa non sono in vendita!
COMUNICATO
Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi,
in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".
Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.
Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.
Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.
Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.
Carissimi lettori, carissime lettrici,
il governo di questo paese e la sua maggioranza parlamentare sono oggi impegnati in una drammatica corsa contro il tempo per l'approvazione del disegno di legge noto come "ddl intercettazioni"; lo scopo, duplice, è quello di disintegrare le attività di indagine sulla criminalità da "alte sfere" e di inferire un colpo mortale all'inalienabile diritto di cronaca.
Con questo provvedimento non è in gioco solo la perseguibilità penale dei soliti noti, è in gioco la nostra libertà: una volta smantellato il diritto alla conoscenza, nulla impedirà di privare il popolo italiano di tutti gli altri.
E' pertanto necessario, ora più che mai, un sussulto di dignità civica. Per difendere il nostro fondamentale diritto alla libertà di parola e alla libertà di stampa e gli stessi elementari principi di legalità, è fondamentale dare il via ad una protesta dall'enorme portata, in grado di estendersi ad ogni angolo di questo paese.
Cominciamo con una forma dal significato profondo, una promessa solenne ed impegnativa, ma dall'estrema semplicità: chiunque sia titolare di un blog o di un sito di informazione pubblichi questo appello e il seguente comunicato indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri, in cui si esprime solennemente la nostra collettiva impossibilità a sostenere ed applicare le norme del disegno di legge.
Creiamo un fiume interminabile di comunicati di protesta in tutta la rete, un mare di adesioni al gruppo ufficiale su Facebook, impegniamoci anima e corpo affinché questo atto reale di indignazione varchi ogni limite immaginabile.
Alziamoci in piedi e dimostriamo che la ricerca della giustizia, le fondamenta della legalità democratica e repubblicana e la libertà di parola e di stampa non sono in vendita!
COMUNICATO
Gentile Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi,
in questi giorni, in queste ore, il Parlamento della Repubblica Italiana è impegnato in una corsa contro il tempo per una più che rapida approvazione del disegno di legge firmato dall'Onorevole Ministro della Giustizia Angelino Alfano e noto come "ddl intercettazioni".
Il provvedimento rappresenta una delle più drastiche limitazioni al potere d'indagine che compete ai magistrati inquirenti del nostro paese e, al contempo, la più dura, feroce e devastante limitazione al diritto costituzionale di informazione; il diritto di farla e il diritto di riceverla.
Il progetto di legge, per mezzo dei suoi punti fondanti, impedisce il racconto giornalistico su fatti giudiziari di pubblico dominio e privi di segreto, stabilisce pene detentive e pecuniarie pesantissime verso chiunque osi divulgare verità giudiziarie, introduce nuovi obblighi di rettifica per i blog minandone la sopravvivenza, trasforma in crimine il diritto dei cittadini vittime di crimini di raccogliere prove audio e video a dimostrazione del reato e stabilisce odiose discriminazioni tra forme di giornalismo, all'interno di una drammatica limitazione del diritto ad effettuare inchieste giornalistiche.
Il diritto all'informazione nelle sue forme più elementari, il principio di legalità e la ricerca della giustizia vengono totalmente smantellati da tale provvedimento.
Pertanto questo sito internet dichiara sin da adesso che, per imprescindibili motivi etici e in ragione della difesa del diritto alla libertà di parola e di stampa, solennemente sancito dalla Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, in caso di approvazione in via definitiva e di conversione in legge, non potrà attenersi in alcun modo alle norme che compongono il disegno di legge sulle intercettazioni.
lunedì 26 aprile 2010
8x1000 alla chiesa cattolica?
Dopo diversi mesi di assenza ritorno finalmente sul blog per esprimere un pensiero molto importante per me, soprattutto in questo periodo di otto per mille:
Non voglio dare altri soldi ai vertici della gerarchia ecclesiastica!
Avrei voluto scrivere che non sopportavo più la chiesa cattolica ma non sarebbe stato corretto nei confronti di tanti sacerdoti.
Pensate a quanti preti sono sparsi in giro per il mondo, e anche qua in Italia, ridotti in povertà che cercano di aiutare con i pochi mezzi che hanno a disposizione le persone più deboli e più povere di loro, riuscite ad immaginarli per un momento?
Pensate ora al Papa, ai vescovi, o ai cardinali, ce li avete presenti con le loro belle tuniche lavorate finemente a mano, con i loro gioielli d'oro, e con i loro crocefissi imperiosi che dimorano in case che sembrano più delle reggie?
A questo punto come si può donare l'otto per mille alla chiesa cattolica quando molto denaro finisce nelle tasche di pochi?
Non voglio dare altri soldi ai vertici della gerarchia ecclesiastica!
Avrei voluto scrivere che non sopportavo più la chiesa cattolica ma non sarebbe stato corretto nei confronti di tanti sacerdoti.
Pensate a quanti preti sono sparsi in giro per il mondo, e anche qua in Italia, ridotti in povertà che cercano di aiutare con i pochi mezzi che hanno a disposizione le persone più deboli e più povere di loro, riuscite ad immaginarli per un momento?
Pensate ora al Papa, ai vescovi, o ai cardinali, ce li avete presenti con le loro belle tuniche lavorate finemente a mano, con i loro gioielli d'oro, e con i loro crocefissi imperiosi che dimorano in case che sembrano più delle reggie?
A questo punto come si può donare l'otto per mille alla chiesa cattolica quando molto denaro finisce nelle tasche di pochi?
giovedì 4 febbraio 2010
Si invertono i fattori ma il prodotto non cambia
è veramente ironico sentire i meridionali che sono venuti a vivere al nord lamentarsi dei rumeni, mi riferisco all'omicidio di quel ragazzo rumeno qualche giorno fa a Torino e guardando le interviste fatte alla gente del quartiere mi sono messo a ridere per non piangere.
Il copione è sempre lo stesso: rumeni del cazzo, se non interviene lo stato ci facciamo giustizia da soli, sono tutti che si drogano e spacciano, non vogliamo stranieri in casa nostra ecc.ecc. Ma la cosa che mi lascia senza fiato è che appunto questi discorsi li fanno dei terroni che si sono trasferiti nel nord Italia e sono tutt'ora considerati da alcuni polentoni stranieri e non meglio dei rumeni.
Mi stupisco veramente di loro, pensavo che avrebbero potuto capire la situazione dei rumeni onesti essendo loro stati per primi degli emigranti ed essere etichettati come ladri, stupratori o altro per colpa di pochi individui.
C'è poco da dire: si invertono i fattori ma il prodotto non cambia.
Prima i meridionali e ora i rumeni, fra 20 anni ci saranno i norvegesi, gli australiani o chi lo sa chi altro, ma anche allora le cose saranno sempre uguali.
Ci sarà un rumeno a lamentarsi del nuovo immigrato.
Il copione è sempre lo stesso: rumeni del cazzo, se non interviene lo stato ci facciamo giustizia da soli, sono tutti che si drogano e spacciano, non vogliamo stranieri in casa nostra ecc.ecc. Ma la cosa che mi lascia senza fiato è che appunto questi discorsi li fanno dei terroni che si sono trasferiti nel nord Italia e sono tutt'ora considerati da alcuni polentoni stranieri e non meglio dei rumeni.
Mi stupisco veramente di loro, pensavo che avrebbero potuto capire la situazione dei rumeni onesti essendo loro stati per primi degli emigranti ed essere etichettati come ladri, stupratori o altro per colpa di pochi individui.
C'è poco da dire: si invertono i fattori ma il prodotto non cambia.
Prima i meridionali e ora i rumeni, fra 20 anni ci saranno i norvegesi, gli australiani o chi lo sa chi altro, ma anche allora le cose saranno sempre uguali.
Ci sarà un rumeno a lamentarsi del nuovo immigrato.
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