martedì 7 aprile 2009

frammenti di cuore pt. 2

Le gambe si muovono coordinate e leggere, e guidano i miei passi verso la fontana, con la neve di quest'anno l'acqua sgorga con vigore dal rubinetto, mi basta un sorso per capire che non è vero che l'acqua non ha sapori, molto spesso non ce ne accorgiamo perché sono sapori semplicemente troppo delicati e quasi impercettibili se non li affrontiamo con pazienza.

Sulla mia destra un sentierino che si avventura nel bosco, una volta portava i pastori nei pascoli e i contadini nei loro terrazzamenti strappati alla montagna, ma ormai il bosco e i rovi hanno mangiati tutti i prati. Alla mia sinistra invece si vede tutta la valle da un ripido pendio e il rumore dell'acqua di un fiume copre il suono dei miei passi sull'asfalto. Proprio davanti a me si trova la borgata di montagna Timonsella sopra la valle del Chisone in Piemonte, a me piace chiamarla la Ruciaia, il vero nome in dialetto piemontese che significa pietraia; vedo Beppe che mi saluta col suo bastone e Brighel, il suo cane, che mi viene incontro abbaiando e scodinzolando, aspettando di ricevere qualche carezza.

Beppe è cugino di primo grado di mia nonna e lo considero anche un mio cugino, lui abita ancora in questa borgata nonostante sia rimasto solo lui a viverci. In questa paesino sperduto sulle montagne sono cresciuti i miei bisnonni (nonni bis x me), i miei nonni, la zia, mia madre e io in parte.

Quando la città dove vivevamo diventava stretta e asfissiante io e i miei andavamo a cercare pace in questi luoghi, ho passato intere giornate correndo per i boschi, a raccogliere funghi e scalare i monti nelle vicinanze, qua ho imparato tante cose ma quella che mi ricorderò sempre è come comportarmi davanti ad una vipera, che da quelle parti è veramente pieno! Quando ti salta davanti (e chi ne ha incontrata una sa di che salto parlo) bisogna stare solo fermi, alla fine è lei che ha più paura di te, se non se ne va via meglio prendere un bastone e stuzzicarla, morderà l'estremità di legno e svuoterà lì il suo veleno rendendola innocua, ma comunque scappano via prima, non hanno intenzioni ostili se non gli rompi le palle o le calpesti... e poi l'uomo è troppo grande da mangiare per lei...

Ma adesso è tempo di salutare Beppe e Brighel e proseguire verso un'altra borgata: i Droumijou, nome assurdo e non sono neanche sicuro di averlo scritto bene, questo è un nome in Patuà, la lingua occitana, e in italiano è stata tradotta in "i Dormigliosi".

Il terreno qua intorno è veramente una pietraia formata da lastre di pietra sul grigiastro ma ciò nonostante l'erba e gli alberi riescono a guadagnare spazio, e a crescere rigogliosi in questa nuova primavera creando uno splendido contrasto tra il verde e il grigio. Alla mia destra si nota una vecchia miniera di grafite, abbandonata ormai da tantissimi anni, è la dentro che mia nonna nascondeva i partigiani dai rastrellamenti dei tedeschi nella guerra ed è li che restava di rimanerci per colpa di una frana, ma per fortuna è ancora qua per raccontarmi la sua storia.

In questa foto c'è la borgata Combina, sempre nelle vicinanze, purtroppo non trovo foto di Timonsella e i Dormigliosi, devo farmene dare qualcuna da mia zia, ma tutte le case più vecchie hanno più o meno lo stesso aspetto.

La strada per i Dormigliosi prosegue per 100m prima di portarmi alla borgata è appena la raggiungo il tempo si ferma e ritorna indietro di 50 anni. Le case sono tutte costruite col materiale che si trova sul posto, la struttura è sviluppata quasi sempre su 2 o 3 piani ed è costruita con solida pietra. Al piano terra ci sono ancore le vecchie stalle, le cantine e i depositi per gli attrezzi da lavoro, al primo piano c'è la cucina che nelle case più vecchie è collegata alle camere da letto con un ballatoio in legno che corre lungo la facciata principale della casa. Il tetto è in legno ed è ricoperto da pesanti lastre di pietre chiamate "lose", ottime anche per fare la griglia!

è qua che abita Anita, una vera donna che da 60 anni vive lì e non vuole abbandonare la sua casa e la sua terra per niente al mondo. Ho guardato quel viso e quelle mani molte volte, il volto rugoso scavato dalla fatica del lavoro e dalla morte di suo marito e le mani ruvide e callose, mi hanno fatto quasi paura ma nei suoi occhi ho visto la luce, ho capito chi è una donna forte e felice nonostante tutto.

Fuori da casa sua le galline razzolano felicemente per la borgata, ma Anita deve spesso stare con loro perché le poiane che dominano i cieli sono sempre in agguato, e quindi deve far vedere ai rapaci la sua presenza per scongiurare attacchi. Dopo questa spiegazione mi invita in casa sua per bere qualcosa, mi fà tante domande ed è veramente contenta di parlare con me anche se alcune cose non riesco a capirle; parla un po' in piemontese e un po' in patuà, io da piccolo devo aver assimilato sia il dialetto che la lingua, ma ha un'accento duro tipico dei montanari che rende difficile capire il messaggio, ciò nonostante in qualche modo c'è la facciamo a capirci.
In cucina i muri sono ricoperti da una muffa nera, i mobili sono tutti molto semplici e con colori poco sgargianti sul bianco e il marrone chiaro, i divani sono molto vecchi e rivestiti da coperte a quadri verdi e rosse. Al centro della stanza un vecchio tavolo di legno dove consumare i pasti, cucinati sul putagè (la stufa o meglio lo spolert'). Mi offre un bicchiere di acqua e si assenta un attimo per prendermi dalla cantina delle mele che coltiva lei stessa, su questi alberi non mette nessun tipo di pesticida e in alcuni frutti il vermettino c'è ma come mi hanno insegnato: sembra un paradosso, ma se c'è il verme è un sinonimo di genuinità, e se la mela piace al verme piacerà senz'altro anche a me, infatti è squisita!!

Ora è tardi e devo lasciarla, sulla macchina che mi riporta alla "civiltà", il sole scivola dietro le montagne, la mia mente ripercorre tutte le tappe visitate in quei luoghi e un brivido corre lungo la schiena.
Mi sento triste al pensiero di andarmene via, ma non importa perché nascosta in quelle valli resterà sempre una parte del mio cuore, senza quella parte non potrò mai vivere veramente, per questo motivo ritornerò di nuovo per ricongiungere i pezzi mancanti del cuore.

lunedì 6 aprile 2009

frammenti di cuore pt. 1

I pini mossi dal vento si scontrano fra loro e scricchiolano come se dovessero cedere da un momento all'altro, ma non lo faranno, uniti in gruppo si sostengono a vicenda e da 50 anni pochi sono stati quelli abbattuti dalla forza della natura.
Nel tetro bosco dei pini la luce stenta a passare e i raggi del sole trovano a fatica un modo per illuminarmi il sentiero, ma non importa perché questi sentieri li conosco bene, e davanti a me riesco a vedere già il mio prato coi noccioli.
Questi alberi crescono lentamente e sembrano sempre uguali, nonostante la loro costituzione piccola so che questi arbusti sono molto forti, qui, sotto uno di loro, posso concedermi una pausa sedendomi su un bel ciocco di faggio che ho tagliato appositamente per rilassarmi.
Il vento ora sembra aver cessato il suo moto, e il sole mi scalda il viso lasciandomi particolarmente calmo e sicuro ad osservare le traccie dei cinghiali che hanno scavato il terreno per cercare del cibo.
Ora però voglio salire su quella montagnola dietro i noccioli, dopo qualche affanno la raggiungo e posso ammirare la valle sottostante illuminata dalla luce rossastra del tramonto, il riflesso del sole sul tagliamento mi lascia senza fiato e il canto degli uccellini sembra animare il sottobosco.

Questa è la mia terra anche se solo a metà, le mie radici affondano anche in questo terreno e metà del mio cuore appartiene a queste valli carniche. Il resto di me stesso è nelle valli piemontesi e presto parlerò anche di loro, anzi la mia mente è ispirata e sta lavorando intensamente!

lunedì 23 marzo 2009

coraggio dai..

Qualche giorno fa parlavo con un mio amico, anzi parlavo con un'ottimo amico. Una di quelle persone che conti sulle dita della mano ma che non la tratti come un numero (citando Rayden), un ragazzo semplice sempre disponibile ad aiutarti con qualsiasi problema e che stimo moltissimo per quello che è anche se ci troviamo in disaccordo su varie opinioni.

Lui vorrebbe fare una certa cosa, ma secondo me purtroppo non ha le potenzialità per farlo. Il problema è che non sò dirglielo.
Io sò che devo trovare il modo di farlo, ma non sono trovo metodo per addolcire il racconto, sarei capace di dirglielo spontaneamente come sò fare io : in maniera semplice e diretta senza troppi giri di parole.
Purtroppo conoscendolo sò che con i miei modi gli spezzerei il cuore in pochi secondi, sò già immaginare il suo volto straziato dalle mie parole... e il silenzio che riflette il rumore e il caos della sua mente...
Ogni volta che ricadiamo sullo stesso argomento continuo a fare finta di niente e a scaricare il problema su qualcun'altro, convinto di cavarmela ancora per questa volta.
Prima o poi lo verrà a sapere, se non da me da altri amici, ma in qualche modo (e non sò spiegare il motivo) sò che dovrò essere io a farlo.

giovedì 19 marzo 2009

Scelte

Non pensare di aver scelto male se in quel periodo della vita si era convinti di fare la cosa migliore.
Se fai una cosa adesso come puoi sapere che fra 10 anni potrai pentirtene?
Cosa ne sai di come cambierà la tua percezione della vita fra qualche anno?
Ma soprattutto perché farsi queste seghe mentali ora?

Un esempio pratico è il mio lavoro in segheria, tutti (tranne mia madre) mi dicono che è usurante e che devo cambiare posto di lavoro cercandolo in qualche ufficio. Io non sono portato per lavori da stare seduti o chiusi in qualche buco, la mia mente ha bisogno di sentire il corpo muoversi e sudare, deve percepire ogni singolo muscolo muoversi per affrontare uno sforzo, e vuole sentire l'aria fresca dell'inverno sul volto.
Fra 30 anni sicuramente la spocchia da ventenne indistruttibile non ci sarà più e i miei capelli diventeranno un po' alla volta sempre più grigi, la schiena mi farà male e tutti i miei muscoli perderanno la loro forza e vigore, ma adesso io sto bene sia fisicamente che mentalmente (alcuni diranno che mentalmente sono pieno di problemi...ma per me no), non voglio rovinare questo equilibrio se così possiamo chiamarlo.

Se tra 30 anni mi odierò per aver scritto questo... spero di ricordarmi ancora il concetto che è meglio pentirsi che rimpiangersi.

mercoledì 11 marzo 2009

L'origine delle religioni

Un giorno Dio decise che era tempo di farsi conoscere nel mondo degli uomini, ma non avendo voglia di parlarne personalmente decise di chiamare diverse persone che lo facessero al posto suo, che vennero chiamati successivamente dalla gente col nome di profeti.
Organizzò una bella bicchierata nella sua casa e accolse uno ad uno tutti i profeti offrendo loro delle rinfrescanti bevande, quando tutti si accomodarono sui divanetti del soggiorno iniziò a parlare. Quando finì raccomandò a tutti di riferire la storia a tutte le persone in ogni angolo del mondo e di raccontarla per filo e per segno come l'aveva detta lui.
I profeti invece decisero di raccontare la stessa storia ma con aneddoti e particolari diversi, aggiungendo ognuno di loro le proprie opinioni e idee, mescolando il tutto con la propria fantasia. Presero così origine le varie religioni.
Dio si accorse subito del danno, ma fece finta di niente perché pensava che le storie seppur diverse fra loro avevano sempre una base in comune che le avvicinava, e ogni religione se confrontata con un'altra avrebbe portato ad un'importante scambio culturale per arricchire il proprio spirito.

Purtroppo Dio ha toppato o almeno in parte.... Ci sono persone che rispettano le religioni degli altri e si confrontano pacificamente con loro traendone il massimo beneficio spirituale. Ma ieri come oggi i problemi sono sempre gli stessi con odio, guerre e razzismo, sono tutti convinti che il proprio credo sia migliore degli altri e che bisogna esportarlo ovunque e con qualunque mezzo. Quando arriverà il momento potremmo parlarne con te e ci spiegherai meglio la storia e il senso di tutto questo casino.

"Il tuo uomo in terra cerca di arginarla sta crociata
Ma qui l’odio e’ troppo vivo la follia si e’ radicata
E’ lotta armata
Tu osservi chiudi gli occhi e pensi a come e’ combinata
La tua mandria fattasi cruda e spietata.".

"Ne parlerò con te" Ape

martedì 10 marzo 2009

L'amore

Ad essere sincero non ho mai provato cosa sia realmente l'amore verso una donna ed essere ricambiato con lo stesso.
Non ne ho mai avuto l'occasione perché le donne che ho amato veramente non mi hanno ricambiato con gli stessi sentimenti, e viceversa per le donne che hanno amato me, io non sono mai riuscito a restituirle il loro amore, un circolo quasi vizioso e veramente inutile per entrambe le parti che porta solo dolore.
Mi basta incrociare solo una volta lo sguardo di una ragazza per capire se sarà una donna di cui mi importa, io la guardo e penso: "appena la conosco sò già che sarò cotto!", è come la preveggenza, un dono ma allo stesso tempo una maledizione (molti non ci credono ma esiste, e le persone che c'è l'hanno non le trovi sulla pubblicità di qualche giornalaccio sotto la voce chiaroveggente telefona il 199566 ecc....). In ogni caso non intendo dire che sono un chiaroveggente.
Quando questo accade mi chiedo sempre se cupido sia ubriaco, cazzo colpisce sempre me ma lei no, c'è qualcosa che non va e se potessi gli direi di smettere di bere almeno una volta! In maniera semplice ci provo con lei in tutti i modi rimanendo sempre me stesso. è come una battaglia, io mi vedo bene come guerriero, ci metto tutto quello che ho e molto di più, ma alla fine la cosa più fastidiosa è che devo arrendermi per cose che io non posso governare e ne farei volentieri a meno.
Per definire l'amore mi toccherà ancora aspettare, ma quando capirò il momento non avrò problemi ad uscire allo scoperto e mostrare le mie carte.

domenica 15 febbraio 2009

La baracca nei boschi

Stamattina mi sono svegliato presto senza un motivo, e non sapendo cosa fare sono andato in Avrint a farmi un giretto. Volevo scrivere su un foglio qualche pensiero convinto di trovare un pò di tranquillità in montagna, ma in casera ho trovato solo un paio di tipi semi ubriachi che si erano portati dietro la radio e facevano un casino assurdo. Non sono riuscito a fare quello che mi ero prefissato e sul sentiero di ritorno la mia mente ha cominciato a fantasticare. Una baracchetta sperduta nei boschi non sarebbe male, un posto segreto e lontano da tutti per rifugiarmi a mio piacere quando ho voglia di stare solo e in pace. Gli alberi attorno posso abbatterli con la motosega e fare le pareti, e lavorando in segheria posso procurarmi il legname per fare i pavimenti e il tetto. La cosa che dà più problemi è il luogo dove si potrebbe fare, un posto che mi rapisca, chi lo sà se un giorno lo troverò e inizierò la mia opera, ma per il momento posso solo sognare ad occhi aperti!

martedì 10 febbraio 2009

Ciao

Come ormai tutti sanno ieri sera è morta Eluana Englaro, per chi non lo sapesse nel 1992 questa ragazza dopo un incidente d’auto cade in uno stato vegetativo permanente. Ricoverata a Lecco viene alimentata con un sondino e la ragazza respira autonomamente pur senza coscienza, a causa della corteccia cerebrale necrotizzata. Dopo un anno la regione superiore del cervello di Eluana è andata incontro a una degenerazione definitiva e i medici non lasciano alcuna speranza di ripresa. Da qui inizia la lunga odissea di suo padre che vuole a tutti i costi interrompere l'alimentazione artificiale in maniera LEGALE.
Ora, che sia giusto o sbagliato è solo un punto di vista e nessuno può certamente avere ragione, ma perché questa povera donna è stata così strumentalizzata? Cosa credono i politici, la chiesa e la gente, che esista solo questo caso in Italia e nel mondo?
Un mio parente lavora in ospedale nel reparto di oncologia (tumori) e mi ha raccontato diverse cose. In quel luogo ci sono sempre malati in fase terminale (forse qualche mese di sofferenza, e poi...), molti non hanno voglia di aspettare e gli chiedono un'"aiutino" diciamo illegale, che non spiegherò, ai dottori e alle infermiere per lasciarsi andare; altri invece preferiscono aspettare e lasciare che sia il tempo a decidere per loro.
Questo è il succo del discorso, secondo me bisognerebbe che ognuno seguisse i propri principi e lasciasse stare quelli degli altri, come ho detto prima sono solo punti di vista, ci vorrebbe solo reciproco rispetto per una scelta che in ogni caso è sempre dolorosa.
Comunque diciamo che in qualche modo sono contento che Eluana sia morta perché così ha mandato a fare in culo i politici di tutti gli schieramenti, la chiesa e i tutti i giornalisti che hanno strumentalizzato la faccenda!
Dopo 16 anni di sciacallaggio politico e religioso ha avuto la sua rivincita mandandoli tutti a fanculo!!!
Adesso però bisogna pensare al silenzio, gli abbiamo già rotto le palle abbastanza, lasciamo in pace lei e la sua famiglia.

Se mai dovesse succedere a me una cosa del genere, sappiate che non voglio rimanere su un lettino per sempre. Non levatemi il sondino, sparatemi subito un colpo in testa o prendetemi a badilate, tanto se sarò in quelle condizioni non mi importerà molta di come mi "aiuterete", ma non levatemi il cibo e il bere!! Dopo bruciate il mio corpo e fate in modo che le mie ceneri vengano sparse metà in Piemonte sulle terre che mi bisnonno a coltivato con il suo sudore, e l'altra metà nei boschi di mio nonno in Friuli, due terre che mi stanno facendo crescere e che io sto amando sempre di più.

In ogni caso non si possono giudicare con tanta facilità queste scelte se prima non le si è provate di persona.
fff

domenica 1 febbraio 2009

Piccole escursioni domenicali


Continuo a camminare, i miei passi affondano nel terreno ma non riesco a percepire alcun suono perché la neve fresca che li incontra ne soffoca il rumore. Gli unici suoni che riesco a sentire sono quello del mio respiro affannoso mentre risalgo la strada e il vento che mi schiaffeggia con foga il viso, mi sembra che ci sia qualcuno davanti o dietro a me, ma non ne sono tanto convinto, forse sono solo scherzi della mente o forse è il vento a portarmi queste voci da chissà quale parte.
Non importa, adesso devo pensare al mio tragitto, e la bufera di neve che si è sviluppata mi ha convinto a lasciare la strada e passare attraverso un fitto bosco di pini per cercare un po' di riparo.
Non potevo fare uno sbaglio peggiore. La neve che nei mesi prima si è intrufolata nel sottobosco è diventata una lastra di ghiaccio pericolosa che può farmi scivolare in qualsiasi momento non avendo con me dei pratici ramponi. A fatica riesco a risalire quella trappola dove sono finito per colpa della mia stupidità e arroganza, nel grande sforzo del mio corpo per risalire riesco a sentire il battito del cuore come se ce l'avessi in mano, il suo ritmo frenetico unito al respiro affannoso mi isolano da tutto il mondo, ma dopo un'attimo di riposo riprendo il mio cammino nell'attesa ritrovare la strada dalla quale mi ero separato prima.
Finalmente la raggiungo e sembra che la bufera si sia attenuata, ormai manca poco alla mia meta e con un passo deciso arrivo alla casera. Firmo il diario, decido di sedermi su una panca fuori dall'edificio e rilasso i mie piedi appoggiandoli su un cumulo di neve davanti a me. Mi godo un po' di silenzio, dopo un sorso di acqua prendo felicemente una sigaretta dal mio pacchetto e me la fumo con gusto e calma osservando i fiocchi di neve scendere con delicatezza dal cielo.

Questa è stata la mia prima escursione in montagna solitaria, sono andato semplicemente in casera Avrit (sopra Verzegnis per capirci), non pensavo... ma ho provato delle sensazioni difficili da trovare in gruppo, delle piccole cose che nel loro insieme formano qualcosa di unico e speciale se si riesce a vederle e a percepirle.

Ad ogni modo un saluto a Fax che mi ha indirizzato a provare questa esperienza!!!

Cose preziose

Tutto quello che desidero dalla vita
non può essere comprato da nessuna moneta
e non può essere barattato con niente al mondo.